ROMA CAPUT ZOMBIE Marco Roncaccia

LIBRINFESTIVAL 31 OTTOBRE 2015 secondo libro in concorso

Marco Roncaccia presenta il romanzo horror Roma caput zombie, NeroPress Editore.

Finalmente i “morti che camminano” visti da un punto di vista differente, immersi in una realtà sociale a noi molto vicina. Degrado, criminalità e una buona dose di cinismo fanno da sfondo a questa storia, che vuol essere un survival molto particolare, condito da un umorismo nero che non mancherà di farvi sorridere ma, anche, di spiazzarvi.

Marco Roncaccia, Roma caput zombieAutore: Marco Roncaccia
editore NeroPress
Genere: horror
Lingua: Italiano
Pagine: 208
Formato: Brossura con alette – ISBN 978-88-98739-36-3
Prezzo: € 13,00
Anno: 2015

Monterotondo, 31 ottobre 2015, per la serie “non ci spaventano neanche gli zombie“, Librinfestival riunisce giuria e pubblico da Tsopela, Monterotondopunto di incontro reso spettrale da gatti neri, teschi e strani individui truccati by Aza Ozba, Face-painting orror.

IMG_2417copiaL’occasione della sera di halloween ci è sembrata l’ideale per presentare l’horror Roma caput zombie, secondo libro in concorso.

halloweenSono intervenuti l’autore Marco Roncaccia, l’editore Daniele Picciuti e l’autrice della cover,Laura Platamone della NeroPress Edizioni.

Ha condotto l’incontro Silvia Di Tosti che ha letto alcuni brani del libro e ricordato il primo incontro con Marco Roncaccia, quando Baratto Libero era agli albori e Marco fu uno dei primi fruitori del baratto, proponendo come scambio la sua prima opera pubblicata Il filastrocchio.

Quando abbiamo iniziato a scegliere gli autori del territorio da invitare a Librinfestival ho pensato subito a lui e al suo libro. – dice Silvia – L’ambientazione romana inoltre mi ha riportata nel mio quartiere.

JpegA presentare il libro Sandro Tucci, uno dei giurati del festival, perché i giurati sono coinvolti in prima persona non solo presenziando agli incontri, acquistando, leggendo e giudicando i libri in concorso ma accettando anche con entusiasmo l’invito a presentare uno dei libri.

Si parte con la copertina. Accattivante, con lo sfondo nero della casa editrice e del genere noir, il primo impatto del lettore con quanto andrà a leggere, un rimando all’oggetto stesso del libro: Roma capitale degli zombie.

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Laura Platamone spiega che la scelta del soggetto in copertina è il risultato di un approccio di marketing: le immagini dovevano riprodurre tutti gli elementi del romanzo. Questa cover ha provocato pareri contrastanti, con il suo colore verde a prima vista brutto e i piccioni in primo piano, ma doveva dare l’idea immediata dell’atmosfera respingente e acida.

La Roma del titolo è presente nel racconto, è fatta di quartieri, vie, giardini luoghi che sono reali. Sandro Tucci, a proposito di una capitale dove esistono degrado umano e urbano, ci ricorda due degli ultimi film pluripremiati che hanno per soggetto Roma: La grande bellezza e Sacro Gra. Il primo racconta il degrado della borghesia, il secondo descrive un’umanità ai bordi della città che trova nel lavoro un motivo di vita.

Alla domanda se la scelta di una Roma caput zombie sia autobiografica o simbolica Marco risponde che entrambi gli elementi sono presenti nel percorso di ideazione e scrittura.

Sono un operatore sociale e conosco molto bene gli ambienti che racconto: è la prima cosa che ti dicono alla scuola di scrittura “scrivi di ciò che conosci”. Il libro ha auto una genesi molto lunga e ci sono elementi della vita e dei luoghi che iniziano a bussare nei vari campi delle arti. Mi sento più vicino a Sacro Gra che alla Grande bellezza. C’è comunque un qualcosa di Roma dentro di me che preme per uscire fuori e chi fa l’educatore sociale, se scrive, non può che scrivere horror.

Continua l’analisi del libro con la messa in evidenza della scrittura: sincopata, snella, fatta di frasi brevi che seguono un ritmo incalzante.

Mentre scrivevo il romanzo pensavo al libro che mi sarebbe piaciuto leggere: non troppo lungo, rapido, ma con un minimo di intimismo. Volevo generare nel lettore la voglia di continuare a leggerlo fino alla fine, anche se è atteso da impegni improrogabili. Molto utile per generare questo tipo di scrittura rapida l’idea dell’editore Daniele Picciuti di un esercizio a tempo: postare un racconto di tremila battute in poche ore.

Sandro sottolinea l’assoluta laicità del testo. L’autore è rimasto all’interno di un etica mantenendo un approccio di tipo pragmatico. Chi vive un’esperienza sconvolgente si preoccupa dei bisogni primari, prima che della morale che questi bisogni vanno a scardinare. Anche gli zombi hanno problemi esistenziali.

La domanda che sta dietro al libro è : riuscirà l’eroe a superare il problema (per lui etico in quanto operatore sociale) di nutrirsi di carme umana? Il problema del lavoro precario è non avere futuro e quello che cerchiamo di fare è riuscire a sopravvivere in un ambiente degradato.

Da parte mia sono un amante di zombie, appassionato del regista Romero che nel 1968 ha creato questi personaggi cinematografici come metafora della società contemporanea. Oggi con la seguitissima serie televisiva Walking dead si è perso questo utilizzo critico, un aspetto che io cerco di approfondire, anche se i miei zombie, a differenza di quelli di Romero, sono senzienti, cioè possono rimanere persone come tutti gli altri, nutrendosi di carne umana, mantenendo così sotto controllo il virus. Il discorso sotto traccia è che il mio zombi non è quello che cammina barcollando, privo di intelligenza e spinto solo dalla voglia di uccidere . Io ho usato la figura dello zombie per parlare di tutto quello che ci circonda. Il contagio che si sviluppa è interno alla nostra società e la figura dell’operatore sociale è metaforica. Un ottimo spunto di riflessione è stato “Il contagio”, romanzo di Walter Siti sulla periferia di Roma.

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L’AUTORE

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Marco Roncaccia, classe 1969, è un educatore professionale e formatore, impegnato a partire dai primi anni ’90 in progetti di lotta all’esclusione sociale. Minori a rischio, diversamente abili, tossicodipendenti, homeless, ex prostitute sono stati tra gli utenti con cui ha sviluppato la sua venticinquennale esperienza di lavoro. È da sempre appassionato di narrativa sia di genere (horror, fantascienza, crime) sia mainstream. La sua passione per la scrittura lo ha portato negli ultimi anni a frequentare i tre corsi di narrativa della scuola di scrittura Omero di Roma, nell’ambito della quale ha elaborato e realizzato proprio il progetto del romanzo Roma Caput Zombie.

Giusi R.

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